Da volontario nel Campeggio di Don Cuba alla guida del Mandela Forum di Firenze
La storia del Manager Massimo Gramigni

Firenze, luglio 2025 – Estate 1974, Vada. Massimo Gramigni ha diciassette anni, ha lasciato Firenze per un campeggio tra i pini e il mare, con tende logore e stoviglie condivise. Sua madre, vedova da poco, si è offerta come cuoca per permettere a lui e alla sorella Donatella, otto anni, di partecipare. Un gesto di dignità, prima ancora che di bisogno.
In quella pineta Massimo incontra don Danilo Cubattoli, don Cuba, guida carismatica del campeggio. A fianco, c’è Ghita Vogel, medico, donna di rigore e cura. È lì che Massimo, che ha iniziato a lavorare prestissimo, impara a riconoscere il valore della comunità.
“Ogni giorno mi veniva chiesto di fare qualcosa: mettere in acqua il gozzo, sistemare gli attrezzi, dare una mano. Mi sentivo apprezzato per l’impegno. Non lo diceva apertamente, ma capivi quando era contento. E quando ti guardava con quel mezzo sorriso, ti sentivi riconosciuto”.
In quel campeggio, la scarsità diventava forza: il latte era allungato con l’acqua perchè bastasse per tutti, ma aveva il sapore della condivisione. Le tende, forse riciclate dall’alluvione del ’66, accoglievano storie nuove. Ogni ragazzo aveva un posto. Ogni gesto, un senso.
A distanza di cinquant’anni, Massimo Gramigni è oggi una figura di riferimento della cultura italiana. Presidente del Nelson Mandela Forum, fondatore della società Prg, ha portato a Firenze i più grandi artisti del mondo. Ma quando parla di sé, le sue radici sono lì, in quella fede concreta, in quel campeggio senza il quale, dice, “non so se sarei diventato ciò che sono: è da lì che sono partito.”
La sorella Donatella, dopo quella prima esperienza al campeggio ne fece una seconda, subito dopo l’esame di terza media, insieme ai compagni di classe. “Il mio ruolo, oggi, lo chiameremmo “operatrice dei centri estivi”, ma allora era solo il desiderio di restituire qualcosa. Di esserci, per gli altri”. Oggi Dontalla è maestra in una scuola dell’infanzia e nel suo percorso il soggiorno al campeggio di Don Cuba è stato un seme importante. “A Vada ho capito che educare è credere. E che chi educa davvero sa farti sentire all’altezza, anche quando tu stesso non ne sei convinto”.
Il camping di Vada è al centro del progetto “L’estate dei sogni” promossa dalla Fondazione Solidarietà Caritas di Firenze: chiunque vuole può donare a bambini e ragazzi esperienze stimolanti, sia durante i mesi estivi in città che durante un soggiorno al campeggio San Frediano a Vada, fondato da Don Cuba e oggi gestito dalla Fondazione.
SUL SITO è possibile fare donazioni per sostenere un’esperienza giornaliera ad un minore accolto, per regalare a tre bambini delle attività laboratoriali di arte, musica o teatro o per contribuire a un soggiorno al campeggio a una ragazza o un ragazzo.
È possibile donare anche con bonifico bancario:
IBAN IT23 H030 6909 60610000 0067 361
Intestato a: Fondazione Solidarietà Caritas Ets
oppure
Conto corrente postale n. 26091504
Intestato a Fondazione Solidarietà Caritas Ets
Causale: Estate 2025
