Il dono di Vladimiro: una casa che continua a far rinascere

Incontro con le volontarie di Casa Vladimiro, Campi Bisenzio 09/07 ore 10

Le signore Roberta Manetti e Anna Casini a Casa Vladimiro ci hanno raccontato la loro testimonianza sulla nascita di Casa Vladimiro. Roberta lavorava allora in Comune a Campi Bisenzio nel 1991 e aveva conosciuto Vladimiro per la documentazione che riguardava la sua abitazione. Anche Anna ricorda con emozione di aver conosciuto la mamma di Vladimiro, anch’essa infermiera. 

Vladimiro era nato a Campi il 26 maggio 1975, era un infermiere e purtroppo ha contratto l’AIDS che lo ha portato alla morte il 14 novembre 1993. Accolto in Casa Vittoria, della Fondazione Solidarietà Caritas, ha espresso la sua volontà di donare il suo appartamento alla Caritas Diocesana di Firenze, affinché fosse utilizzata per l’accoglienza di persone con problemi di salute. 

Roberta e Anna raccontano che nei primi anni del 2000 il quartiere non voleva la presenza di malati di Aids, ma la volontà altrettanto forte di accogliere e la tenacia nel voler realizzare un progetto di accoglienza nell’ambito della salute, da parte sia della Parrocchia sia della Caritas, ha superato questa iniziale ostilità. 

La casa, dopo un importante intervento di ristrutturazione realizzato con fondi ministeriali destinati a questo tipo di progetto (voluti dal Ministero della Sanità), è stata allestita da un folto gruppo di volontarie/i Caritas della Parrocchia Santa Maria a Campi, guidata allora da don Andrea Pucci. 

Le volontarie/i provvedevano un po’ a tutto, dal rifornimento delle lenzuola, agli asciugamani e collaboravano alla preparazione di cibi. Grazie all‘impegno di Luisa Santovito, allora responsabile dell’area Salute della Caritas, oggi in pensione, e alla collaborazione con don Andrea, i volontari si riunivano ogni due mesi per analizzare i bisogni e stabilire i compiti di ognuno, dall’aiuto economico, alle lezioni di italiano per gli ospiti stranieri che ne avessero bisogno, erano disponibili per gli accompagnamenti e per il sostegno in generale alle persone accolte.

Sia Roberta che Anna, aggrappate con amore ai loro ricordi, trasmettono con le loro parole una grande forza, descrivono con accuratezza la determinazione di questo gruppo di volontariato, unito e attivo nel rispondesse ai bisogni di ogni ospite che abbia soggiornato a Casa Vladimiro. 

Una comunità che ha realizzato un’esperienza di accoglienza grande e calda, intorno ad una comunità di persone fragili e in difficoltà, con gravi problemi di salute e con deboli connessioni sociali. 

Anna e Roberta sono la testimonianza vivente della possibilità di costruire un legame forte tra persone con provenienza diversa, con difficoltà differenti.

Le volontarie, oggi a riposo, quasi in una gara di memoria, nominano uno ad uno i nomi dei primi ospiti arrivati a Casa Vladimiro, con gioia e carità, ma anche con un senso di impotenza di fronte a storie di vita che non sempre si sono concluse come avrebbero voluto. Nominano Tommaso, Cosimo, George, Aarabi, Anna, Florin, delle loro difficoltà con le malattie, a volte con le dipendenze da alcool e droghe, degli ostacoli nel trovare un lavoro dignitoso e nell’inserimento nella società. 

Entrambe raccontano di aver vissuto questa esperienza di collaborazione anche con gli operatori Caritas con un grande senso di comunità, senso di appartenenza, sostegno reciproco e sviluppo dell’identità individuale e collettiva, in cui ogni volontario/a dava ciò che poteva, tutti e tutte impegnati nel sostegno degli ultimi. 

Oggi Casa Vladimiro, in collaborazione con i servizi sociali, ospita fino a sette persone malate in stato di difficoltà. La realizzazione di questo progetto si è resa possibile grazie alla volontà espressa da Vladimiro stesso, di donare la propria casa a quella che oggi è la Fondazione Solidarietà Caritas, per accogliere persone in difficoltà. 

 La Fondazione si è impegnata nel realizzare questo importantissimo servizio nell’ambito socio-sanitario e ha mantenuto e realizzato la promessa di dare vita ad una comunità di accoglienza. 

Casa Valdimiro oggi fornisce servizi fondamentali come alloggio, biancheria, prodotti igienici e cibo personalizzato, accompagna verso l’autonomia le persone accolte, include percorsi di cura socio-sanitaria coordinati con medici e servizi infermieristici locali, fornisce supporto nell’accesso ai servizi del territorio e alla ricerca di occupazione. Casa Vladimiro restituisce dignità alle persone in situazioni di vulnerabilità sociale e sanitaria.