Due gruppi, un’unica grande bolla felice.

Il nostro diario di bordo dell’Estate dei Sogni 2026 si arricchisce oggi di una storia speciale, che ci arriva direttamente dalla collega Giulia Sieni dell’area Inclusione.

48 persone, 11 nazionalità, uomini e donne dai 2 mesi ai 74 anni di età: questa volta ci siamo ritrovati in due gruppi al campeggio di San Frediano — il gruppo eterogeneo del San Paolino e le donne con i bambini di Casa San Michele.

Volevamo regalare delle vacanze spensierate e, insieme, i nostri ospiti hanno creato una vera e propria bolla felice.

“Una delle settimane più belle della mia vita! Lo dico con il cuore, eh! Altrimenti me ne stavo zitta!”

“Per me impara a nuotare qui è stato un miracolo, non credeva fosse possibile alla mia età.”

I., fiorentina, 71 anni

Forse, però, il miracolo è sempre lo stesso: quello semplice di trovare il posto e le persone giuste per crescere.

L., mamma rumena

Piccoli gesti, grande cura

I nostri gruppi sono diventati presto un’unica rete di cura reciproca. I riti quotidiani della sigaretta e del caffè sono stati il pretesto per condividere con delicatezza un pezzetto della propria storia o, semplicemente, per godersi un presente leggero in compagnia.

Ognuno ha messo a disposizione ciò che aveva:

  • 🧘 Classi di ginnastica improvvisate dopo la colazione;
  • 📚 Pazienza e aiuto per fare i compiti insieme ai più piccoli;
  • 🌊 Passeggiate e tuffi al mare organizzati in gruppo;
  • ❤️ Cuore e braccia aperte per accudire i bambini delle altre mamme.

I bambini, come sempre, hanno fatto amicizia giocando. E gli adulti si sono riscoperti vicini.

Una sola comunità

Come ci ha detto S. (70 anni, fiorentino), alla fine eravamo un’unica e vera “sola comunità”.

Bambini e anziani si sono chiamati per nome, insegnandosi la vita a vicenda. Abbiamo mangiato insieme, riso insieme e persino lavato i piatti ballando!

I nostri operatori tornano a casa con immagini ricche di vita vera: come quella di una ragazza ventenne dai capelli rossi a colloquio con un signore di 70 anni. La prova concreta che il rapporto umano attraversa e valorizza ogni differenza.