Rispondere all’emergenza

“L’emergenza sanitaria e la susseguente emergenza sociale, sta cambiando le vite e le abitudini della maggior parte di noi e delineando i contorni di nuove povertà. Come Fondazione Solidarietà Caritas ci sentiamo quindi chiamati a rispondere a quelle richieste che stanno emergendo dalle frange di popolazione più fragili e ci stiamo riorganizzando per dare risposta ai nuovi bisogni di coloro che per la prima volta si trovano in una situazione imprevista di necessità.” Queste le parole del Presidente della Fondazione Solidarietà Caritas Onlus, Vincenzo Lucchetti.

Proprio per far fronte all’emergenza sanitaria e alla susseguente emergenza economica e sociale ci siamo attivati riorganizzando i servizi esistenti ed aprendone di nuovi. Uno dei primi passaggi è stato proprio quello di cercare e di mettere a disposizione dei nostri ospiti, volontari e operatori i dispositivi di protezione individuale.

Per quanto riguarda invece la riorganizzazione e l’apertura di nuovi servizi ci siamo mossi nel seguente modo:

Le accoglienze
L’apertura delle strutture dell’accoglienza invernale è stata rinforzata, estendendo l’orario in cui gli ospiti possono rimanere al loro interno e garantendo il servizio anche dopo il periodo invernale.

La decisione è stata presa per far sì che anche i senza fissa dimora possano adeguarsi alle norme di comportamento dettate dal decreto dello scorso 11 marzo per contenere la diffusione del Coronavirus.

Le strutture dell’accoglienza invernale (la Foresteria Pertini e la struttura dell’Orologio) sono rimaste aperte fino al 4 di maggio ed hanno permesso agli ospiti di rimanere in struttura per tutto l’arco della giornata. Per consentire tutto questo, è stata rinforzata la struttura organizzativa somministrando a tutti gli ospiti pasti monoporzione confezionati.

Anche i servizi per l’accoglienza notturna uomini attivi durante tutto l’arco dell’anno, che prima garantivano l’accesso dalle ore 19:00 alle 9:00 del mattino seguente, sono stati rinforzati, permettendo agli ospiti di rimanere all’interno della struttura per l’interno arco della giornata.

In questo modo tutti gli ospiti delle case d’accoglienza hanno avuto la possibilità di rispettare quanto riportato dal decreto, che invita a non uscire e a restare a casa a tutela della propria salute e di quella degli altri.

Le mense
Proprio per evitare assembramenti il servizio mensa è stato ristrutturato e organizzato con il sistema dei pasti da asporto. Le persone non mangiano più all’interno della mensa, ma viene consegnato loro un pasto take away.
I centri cottura delle mense che preparano kit d’asporto per chi ha più bisogno, in questo periodo d’emergenza sono passati da preparare 1100 porzioni a quasi 1700.
I kit d’asporto asporto da consumare all’aperto, quando possibile, includono anche gel sanificante e mascherine per il viso.
Abbiamo potuto constatare che l’incremento dei pasti preparati in questo periodo è dato, oltre che dalla distribuzione in un maggior numero di strutture, anche dal fatto che si incominciano ad affacciare alle mense persone e famiglie che prima riuscivano ad arrivare a fine mese, mentre adesso, con la chiusura delle attività produttive, si trovano senza lavoro e non riescono a farsi  più carico dei bisogni primari come il cibo.

I pacchi alimentari
La distribuzione dei pacchi alimentari è un nuovo servizio attivato per i fiorentini che stanno vivendo un periodo di grave difficoltà economica a causa dell’emergenza causata dal Coronavirus.

I pacchi alimentari, distribuiti in collaborazione con il Banco Alimentare, contengono generi di prima necessità e sono destinati alle persone e ai nuclei familiari invisibili che vivevano di lavori irregolari e saltuari. La distribuzione viene fatta in circa 40 punti sul territorio fiorentino, appoggiandosi a parrocchie e associazioni che distribuiscono i pacchi alimentari alle famiglie bisognose.

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