“Casa Santa Matilde permette ai bambini e alle loro famiglie di sentirsi a casa”

Il racconto di un’educatrice di Casa Santa Matilde

“È un anno che è qui, viene dalla Georgia, con il proprio figlio che ha una malattia. È in cura al Meyer dal 2019. Mi ricordo ancora il primo giorno che li ho conosciuti, al primo colloquio. Lei era una donna molto sfuggente, sola e i sui occhi esprimevano molta rabbia e paura. Era difficile entrare in contatto con lei, ho sentito tanta solitudine. Quando arrivarono qui, il bambino aveva solo due anni. Appena mise piede nel giardino di Casa Matilde incominciò subito a correre, come se riconoscesse questo come un ambiente diverso da quello ospedaliero, un ambiente familiare. La mamma appena arrivata non parlava italiano ed aveva paura di gestire le problematicità del figlio. L’abbiamo accompagnata nelle varie attività che doveva fare, da quelle ospedaliere a quelle di vita quotidiana. L’abbiamo anche seguita per entrare in contatto con il territorio e i vari servizi, anche nelle cose che potrebbero sembrare più banali. In questo percorso abbiamo provato a valorizzare le sue risorse, sia come donna che come mamma. Con l’arrivo del coronavirus, molte delle attività che lei e il suo bambino avevano iniziato qui a Casa Matilde purtroppo si sono dovute interrompere e questo non ha facilitato il loro percorso. È stato quindi fondamentale creare una relazione di fiducia, per metterla a suo agio e potersi esprimere liberamente in quelli che erano i sui bisogni e le sue necessità. Era una donna molto ingenua, ma al tempo stesso molto attenta al suo bambino. Questo è stato importante, questo percorso le ha permesso di riuscire a gestire il bambino nella quotidianità anche da sola, perché lei è sola. Mi ricordo anche quando gli scrissi cosa doveva dire all’ambulanza nel caso in cui il bambino non si fosse sentito bene e lei fosse stata sola in casa. Quando è accaduto, successivamente venne a dirmi, contenta, che era riuscita a farlo.  Da sola. Questo caso mi ha molto colpito.
La malattia è vissuta in famiglia è quindi se si riesce ad agire sulla famiglia nel suo complesso, riesci ad aiutare anche il bambino in tutto il suo percorso di cura. Adesso è lei ad aiutare le altre persone, i nuovi arrivati a Casa Matilde, ad integrarsi dando consigli a tutti.”

Casa Santa Matilde è una struttura d’accoglienza che ospita famiglie con figli in dimissione protetta o ricoverati presso l’ospedale pediatrico Meyer non residenti sul territorio di Firenze, in situazione di povertà e fragilità.

Stare a Casa Santa Matilde permette alle famiglie di rimanere vicino ai propri piccoli
in un clima accogliente e di sostegno durante tutto il periodo delle cure.

Rimani vicino ai piccoli ospiti di Casa Matilde e alle loro famiglie.

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che possono essere accolti in un clima sereno e familiare.

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