5xmille: “In cima agli alberi”, la storia di Mustafa dal Gambia al Samaritano
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In cima agli alberi
Oggi Mustafa passa le sue giornate sospeso tra i rami. Fa il giardiniere, specializzato nel tree climbing: sale lungo i tronchi, cura le chiome, lavora all’aria aperta. «Quando sono lassù, sono nel mio mondo», dice. È un mestiere che in pochi sanno fare, e lui lo fa da poco più di un anno, con la serenità di chi ha finalmente trovato il proprio posto.
Per arrivare fin qui ha attraversato anni durissimi. Era partito dal Gambia nel 2012. Il cammino lo ha portato in Libia, dove è rimasto quattro anni: a Tripoli ha conosciuto la prigione e quelli che ancora oggi chiama «i momenti peggiori della mia vita».
È approdato in Italia nel 2016
Anche qui le difficoltà non sono mancate. Non conosceva la lingua, è rimasto fuori dai circuiti dell’accoglienza, ha dormito per strada. In quella solitudine, senza riferimenti né affetti, è scivolato in basso: sono stati anni segnati anche dal carcere. «Non credevo che ce l’avrei fatta», ammette.
La svolta è arrivata con l’arrivo nella Casa Il Samaritano che gli ha aperto la porta e offerto una possibilità. Lì Mustafa ha ripreso in mano la propria vita, un percorso alla volta: la scuola, il teatro, la pittura. Oggi vive in un’altra struttura della Fondazione, Casa Mimosa, dove gli operatori gli sono stati accanto giorno dopo giorno. «Mi hanno sempre dato la forza di non arrendermi, mi hanno detto che c’erano ancora tantissime possibilità di farcela.» Con il loro aiuto — «soprattutto Sara e i suoi colleghi» — è riuscito a ottenere il permesso di soggiorno e la carta d’identità.
La forza di volontà era la sua. La mano tesa, al momento giusto, è arrivata dalle nostre case.
È questo che il tuo 5xmille rende possibile: un posto dove ricominciare, persone che non se ne vanno, il tempo perché una storia difficile diventi un nuovo inizio.
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