Storie di Vita:

Un ponte verso la cura, il coraggio di ricominciare a Casa Matilde

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Un viaggio segnato dal dolore e dalla speranza

Ci sono storie in cui il destino sradica certezze, affetti e quotidianità, imponendo scelte dolorose pur di proteggere la vita di chi si ama. È il cammino che ha percorso Sherine Abu Sala’a, vedova e madre di quattro figli. Sul corpo di uno dei suoi bambini restano i segni visibili di una ferita profonda: un arto perduto e le cicatrici all’altra gamba. Per garantirgli le cure sanitarie necessarie, Sherine ha affrontato il viaggio verso Firenze, dove il figlio è seguito dalle équipe specializzate dell’Ospedale Pediatrico Meyer.

Casa Matilde: la base sicura per ricostruire la serenità

L’arrivo in una città sconosciuta può disorientare, ma l’accoglienza a Casa Matilde ha trasformato la paura in stabilità. In questa struttura della Fondazione, Sherine ha trovato molto più di un riparo temporaneo: ha trovato la serenità per stare accanto al figlio in ogni fase del percorso medico, garantendo al contempo sicurezza e continuità educativa a tutti i suoi ragazzi. Tra queste mura è nata anche la sua figlia più piccola, segno tangibile di una vita che ricomincia a germoglia.

La forza dei legami familiari

Sullo stesso pianerottolo e negli stessi spazi d’incontro si intreccia una storia diversa ma parallela, quella di Eslam Qishta. Per puro amore familiare, Eslam ha lasciato il proprio lavoro e i suoi affetti in Palestina per accompagnare a Firenze la giovane nipote, anch’essa in cura al Meyer. Un gesto di dedizione che dimostra come i legami di cura travalichino ogni confine.

Voci che si incontrano e si comprendono

I percorsi di Sherine ed Eslam si incrociano ogni giorno a Casa Matilde, condividendo fatiche, attese e momenti di sollievo. A dare voce e corpo ai loro vissuti è il lavoro fondamentale della mediatrice culturale Khadija Bichri, che attraverso la traduzione e l’ascolto abbatte le barriere linguistiche e permette all’accoglienza di diventare vera relazione umana.

Il tuo lascito, la loro casa lontano da casa

Scegliere di inserire la Fondazione Solidarietà Caritas nel tuo testamento significa offrire a famiglie vulnerabili e bambini in cura non solo una sistemazione, ma il calore, la sicurezza e la continuità affettiva indispensabili per affrontare la malattia.

Il tuo lascito è il ponte che unisce la sofferenza di un’emergenza alla speranza di una guarigione.

Offri un tetto e protezione alle mamme e ai piccoli ospiti seguiti dalle strutture pediatriche del territorio.

Garantisci l’assistenza di mediatori e professionisti dell’accoglienza per abbattere le barriere culturali e linguistiche.

Garantisci il diritto allo studio e all’infanzia anche durante i periodi di cura lontani da casa.